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Indagini sulla stazione radio base di via Amalfi

Continua l'attività di monitoraggio del territorio portata avanti dalle Guardie Giurate Volontarie dell'Associazione Verdi Ambiente e Società Onlus di Cetraro coordinate dal giovane Emilio Quintieri volta alla prevenzione e repressione di ogni forma di abuso commesso in danno dell'Ambiente e della Salute Pubblica. Infatti, nei giorni scorsi, i Pubblici Ufficiali hanno depositato, presso gli Uffici della Procura della Repubblica di Paola, una circostanziata informativa di reato a carico di C.R. di Giuliano (NA), legale rappresentante della Ditta Ericsson Telecomunicazioni s.p.a. per violazione non solo della normativa urbanistico - edilizia e paesaggistico - ambientale ma anche per molestia e disturbo della salute pubblica in generale dovuta alla emissione di onde elettromagnetiche dannose. Gli inquirenti una volta ricevuta l'informativa del Nucleo Ecologista hanno subito aperto un'inchiesta che presto potrà portare all'emissione di forti provvedimenti giudiziari come il sequestro e la disattivazione della Stazione Radio Base in Sistema UMTS installata nei mesi scorsi in Via Amalfi a Cetraro Marina, nel bel mezzo del quartiere residenziale denominato "Borgo San Marco" ove sono presenti numerosi obiettivi sensibili e sopratutto a relativa distanza dall'abitazione di un bambino affetto da una grave patologia di tipo leucemico.

Naturalmente tutto è stato debitamente autorizzato dalle Autorità Amministrative competenti ed in primis dal Comune di Cetraro che si è affrettato a rilasciare le autorizzzioni necessarie per eseguire i lavori di installazione della predetta Stazione Radio Base consistenti nella allocazione di apparecchiature radio all'interno dell'immobile e nella installazione di un palo porta antenne sul terrazzo di copertura.

Tutto ciò nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) ha indicato che l'inquinamento elettromagnetico è uno dei quattro problemi mondiali, sottolineando che si deve procedere all'esposizione al minimo rischio possibile. Infatti, da studi effettuati è risultato che sussistono rischi di leucemia infantile, tumori celebrali ed altre patologie vivendo in prossimità di campi magnetici e campi prodotti da radiofrequenza poichè l'interazione tra i predetti campi e l'uomo può causare danni al sistema biologico (sistema nervoso - sistema immunitario - sistema visivo), nonchè disturbi del sonno e creare danni anche irreversibili alla salute umana. A tal riguardo è bene ricordare che proprio di recente il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Paola Salvatore Carpino su richiesta del Pubblico Ministero Francesco Greco ha disposto il sequestro di un'analoga antenna di telefonia mobile e ordinato la disattivazione immediata. L'antenna in questione era stata installata sul Palazzo De Novellis di Via Capo Tirone in agro di Belvedere Marittimo, a pochi passi dalla Clinica Tricarico. Il Gip Carpino si è pronunciato in merito grazie alla consulenza tecnico - scientifica dell'Ing. Giancarlo Spadanuda il quale, ha ribadito, che in base agli studi epidemiologici e le osservazioni sperimentali, l'esposizione ai campi elettromagnetici può condurre a patologie che colpiscono il sistema nervoso centrale, l'apparato della vista e dell'udito, il sangue, l'apparato riproduttivo e cardiovascolare ed infine la cute, sottolineando che i neonati, le donne gravide, i minori e che è affetto da gravi patologie, siano i soggetti più a rischio.

In precedenza per l'antenna di Via Amalfi erano intervenuti oltre agli stessi Vas anche i Consiglieri Comunali dei Verdi Claudio Conte e Domenico Avolio che avevano portato il problema in seno al Civico Consesso formulando una chiara e precisa proposta di deliberazione finita, come al solito, in qualche cassetto del Sindaco Giuseppe Aieta e dell'Assessore all'Ambiente Valerio Bianco che sembra essere favorevole a questo tipo di impianto. Le Guardie Ecologiche hanno deciso di investire la Magistratura poichè secondo loro i lavori realizzati dalla Ditta Ericsson Telemonicazioni s.p.a. per la messa a dimora e funzione dell'impianto tecnologico siano stati esguiti in modo difforme dalle autorizzazioni rilasciate dall'Autorità Amministrativa competente e quindi dagli elaborati progettuali redatti da un tecnico di parte. Infatti non è stato installato un "palo porta antenne" ma è stata realizzata una finta canna fumaria alta circa 3 mt. e sulla parte esterna di questa, lato nord - est, sono stati allocati nr. 2 condizionatori di aria di colore bordò ed altre cose non meglio identificate, delle quali non esiste traccia nelle autorizzazioni anzidette. Questo finto camino, dice il Responsabile del Nucleo di Vigilanza Emilio Quintieri - sembra avere caratteristiche diverse da quello progettato ed autorizzato dall'Ufficio Tecnico Comunale per cui ritengo che sia stata violata sia la normativa urbanistico - edilizia che quella paesaggistica - ambientale poichè lo stesso insieme alle altre opere hanno alterato la sagoma originaria dell'installazione, comportando un significativo mutamento delle caratteristiche dell'intervento assentito.

Inoltre abbiamo ritenuto violato anche il disposto di cui all'Art. 674 del Codice Penale "Getto Pericoloso di Cose" poichè l'antenna in questione - prosegue Quintieri - risulta installata in una zona residenziale in cui sono presenti numerosi obiettivi sensibili tra cui alcuni soggetti affetti da gravi patologie che comportanto l'idonietà dell'antenna stessa a recare fastidio e/o disturbo alle persone e, più in generale, a creare una situazione di allarme per la salute pubblica. La giurisprudenza ha più volte sancito che il bene salute, inteso quale fondamentale diritto dell'individuo fondato sull'Art. 32 della Costituzione, deve ritenersi comprensivo di molteplici aspetti, ivi compreso il benessere psicofisico, la qualità della vita ed i valori della persona, beni la cui lesione può integrare danni illeciti alla salute, anche in assenza di lesioni immediatamente riscontrabili. Ogni individuo, dunque, al di là di possibili lesioni alla propria integrità fisica, ha anche diritto ad una serenità di vita personale e di relazione, che non deve subire turbamenti a causa di un costante stato di ansia che potrebbe essere determinato dalla consapevolezza di vivere ed operare in luoghi potenzialmente pericolosi per la propria salute.

Non si possono installare antenne dannose in ogni posto e sulla testa della gente. Mi auguro che indipendentemente dalle decisioni dell'Autorità Giudiziaria - conclude il giovane Responsabile dei Vas Emilio Quintieri - l'Amministrazione Comunale faccia il proprio dovere facendo rimuovere immediatamente quell'Antenna. Intanto, si spera che l'attività investigativa coordinata dal Capo della Procura paolana Luciano D'Emmanuele porti al più presto possibile ad importanti sviluppi.

Ufficio Stampa Vas Calabria
09/10/2006
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