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Dura reprimenda del Circolo PD di Orsomarso contro l'Amministrazione comunale dopo i pignoramenti sui c/c postali e bancari

ORSOMARSO - La questione tributi e il recupero coattivo delle morosità da parte del Comune di Orsomarso, al centro di un documento del locale Circolo del Partito Democratico che denuncia il fatto che, nonostante la crisi pandemica e il Decreto 7/2021, l'Amministrazione comunale abbia avallato le azioni di pignoramento direttamente sui conti correnti bancari e postali dei contribuenti non in regola con i pagamenti.
Ecco di seguito il testo integrale del documento diffuso nella giornata di ieri.

«Pagare i tributi locali oltre che un obbligo di legge è un dovere civico poiché rappresentano una parte cospicua delle entrate comunali necessarie per il mantenimento dei servizi di utilità pubblica.
Capita che il pagamento delle famose bollette non sempre avviene alle scadenze previste e in alcuni casi i ritardi sono consistenti. Riferito alla nostra realtà che conta circa 400 famiglie, riteniamo che tanto sia dovuto, nella maggior parte dei casi, a sopraggiunti imprevisti e a disagi di carattere economico.
La legge consente alle Amministrazioni Comunali di recuperare in modo coattivo le somme non corrisposte ma anche, stante la potestà regolamentare prevista dalla normativa, di elaborare e approvare un apposito regolamento per agevolare e favorire la risoluzione bonaria delle posizioni debitorie insolute. Si tratta quindi di scelte di natura politico/amministrativa, se non di buonsenso.
Il Consiglio Comunale di Orsomarso, evidentemente ha scelto di mettere direttamente le mani nelle tasche dei cittadini, infatti in data 28/11/2019 ha approvato la delibera n. 27, avente come oggetto "Indirizzi per la gestione della riscossione volontaria e coattiva". Con questo atto l'Amministrazione comunale decise di riproporre la gestione esternalizzata in concessione del servizio, per la durata di due anni al costo stimato di euro 36.861,30. Considerata l'esigua platea contributiva del nostro Comune, riteniamo che tale spesa si doveva e si poteva evitare, con una organizzazione più razionale del personale e del servizio stesso. Una scelta sconsiderata che si è cercato di giustificare con argomentazioni molto gravi, come ad esempio "... l'ampliamento della base imponibile attraverso il recupero di ampie fasce di evasione/elusione".
Evasione fiscale equivale a violazione di specifiche norme fiscali volte a ridurre o eliminare il prelievo;
Elusione fiscale significa aggirare il fisco con espedienti formalmente ineccepibili. Reati, insomma.
La società SOGERT, unica partecipante al bando emanato, che gestisce il servizio riscossione tributi per conto del Comune, nel mese di dicembre 2020 ha recapitato diverse ingiunzioni fiscali, alcune delle quali riguardanti pagamenti già regolarmente corrisposti (!?), altre per pagamenti al momento non ancora effettuati. Poiché nei giorni scorsi circolava voce che si stava dando seguito alle predette ingiunzioni con pignoramenti delle somme direttamente dai conti correnti bancari o postali, abbiamo interpellato il Responsabile del Servizio Finanziario del Comune di Orsomarso anche in qualità di Responsabile Unico del Procedimento, il quale ha confermato quanto avevamo appreso in modo non ufficiale.
Pertanto è evidente che l'Amministrazione Comunale di Orsomarso per recuperare le somme non corrisposte ha scelto volontariamente la forma autoritaria e invasiva (cosa che non era mai avvenuta prima), per fare subito cassa, senza prendere in considerazione ogni ipotesi di regolamentazione, al fine di perseguire una conclusione bonaria delle posizioni debitorie, senza ulteriori spese per i cittadini utenti.
Ma c'è anche il rovescio della medaglia: nelle ultime settimane siamo venuti a conoscenza di pagamenti da parte del Comune di Orsomarso di fatture riferite al periodo 2014-2020; di pagamenti per un totale di 2.733,76 euro di bollette dell'energia elettrica riguardanti gli anni tra il 2016 e il 2020, a seguito di intimazione dell'avvocato del gestore del servizio che ha minacciato il distacco della luce se non si fosse provveduto con immediatezza; dell'ennesimo sollecito da parte del Dipartimento Regionale competente ad adempiere al pagamento del debito di 212.667,00 euro con la Regione Calabria per il conferimento rifiuti negli anni 2014-2015-2016-2017-2018, in attesa di una nuova rateizzazione, dopo che il Comune non aveva onorato il precedente impegno previsto con Determina n. 7 del 16/01/2020. Ogni commento è superfluo.
Ma a parte ogni altra considerazione, ci chiediamo: è dignitoso per un'Amministrazione Comunale insolvente ergersi a censore con i propri amministrati pignorando in modo rapace somme direttamente presso i datori di lavoro o dai loro c/c postali e bancari, tra l'altro in un periodo di grave crisi pandemica in cui, per come previsto dal Decreto Legge 7/2021, i pignoramenti risultano sospesi fino al 28 febbraio 2021?»

22/02/2021
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