Accedi oppure Registrati
Prima pagina Notizie Articoli Foto Dizionario dialettale Abystron teche Sostienici

dove
Direttore: Pio G. Sangiovanni Credits | Privacy
17:18
Giovedì
29/10/2020
Traduci English Français Español Deutsch Portuguese
Sei in /Calabria/Precedenti/Notizie/Notizie 2008/Ascia votiva

Ascia votiva. Il Parco chiede ritorno in Italia

Ascia votiva di San Sosti, anche il Parco chiede che ritorni in Italia

ROTONDA (PZ) – Il Parco Nazionale del Pollino sostiene la richiesta del Sindaco di San Sosti (CS), Vincenzo Bruno rivolta al ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi di far ritornare l'Ascia Votiva di Kyniskos, dedicata alla dea Hera, in Italia.
Si tratta di un importantissimo reperto archeologico del VI sec. a. C, rinvenuto nel comune del Pollino nel 1846 e trafugato tra il 1857 e il 1884. Attualmente il reperto è custodito presso il British Museum di Londra. Per questo Sindaco e Amministrazione comunale hanno interessato il titolare del dicastero per i Beni e le attività culturali al fine di "consentire il suo ritorno in Italia" e "sapere quali iniziativa il Ministero e quindi il Governo italiano intende assumere per conoscere, presso gli attuali detentori, la sussistenza dei titoli che giustificano il possesso dell'Ascia Votiva di Kyniskos da San Sosti e la legittimità delle modalità della sua acquisizione". E, quindi "per attivare tutte le procedure giuridiche o politico-diplomatiche che consentano", appunto, "il suo ritorno in Italia".

Alla richiesta si è associato il Parco che nell'ultima seduta di Consiglio direttivo ha espresso, all'unanimità, sostegno all'iniziativa partita da San Sosti.
«Il Parco del Pollino - dichiara il presidente, Domenico Pappaterra - è convinto che la conoscenza del passato e delle proprie origini è fondamentale per la valorizzazione del proprio essere e per la costruzione del suo futuro. Per tale motivo abbiamo avviato interventi mirati alla rivitalizzazione del nostro ampio patrimonio culturale che è pregno anche di notevoli testimonianze protostoriche e di consistenti manufatti di età medievale».

«Per evitare che i tesori storico-archeologici vengano lasciati distruggere, senza nessuna forma, anche minima, di tutela per l'inesorabile azione del tempo ed anche per quella dei saccheggiatori - prosegue Pappaterra - è necessario che l'attenzione su questa particolarità del nostro Parco sia altissima. D'altronde sono innumerevoli, già, i reperti archeologici di inestimabile valore, testimoni silenziosi delle nostre millenarie civiltà vissute nella nostra terra che arricchiscono Musei prestigiosi in tutto il Mondo. Per questo l'Ente Parco vede nell'azione intrapresa dal Sindaco di San Sosti l'occasione concreta per rilanciare tale interesse e per contribuire a produrre una forte inversione di tendenza».

Fonte: infoparco - 05.12.2008

05/12/2008
Bookmark and Share
Ascolta con webReader

 


3 commenti.

Per visualizzare lo spazio commenti è necessario accedere al sito.

Accedi
Nome utente
Password
 
 
Registrati | Recupera dati